Puntata n. 357

Sapete davvero cosa sia la Volatilità dei titoli azionari?

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L'idea della settimana (357)

Quando si pensa alla volatilità ci sono tre cose che l'Investitore Intelligente non deve mai scordare:

La prima: la volatilità a breve (forti rialzi/forti ribassi) è il prezzo (bassissimo anzi nullo sul fronte economico, magari difficile per qualcuno dal punto di vista psicologico, ma Fw esiste anche per questo...) che è necessario pagare per ottenere rendimenti di qualità nella Maratona. Mr. Market non va sempre su (e nemmeno giù) e i suoi colpi di testa possono essere cari amici del bravo Investitore (e nemici dell'improvvisatore).

I veterani e le veterane di Fw dei nostri abbonamenti Premium e Platinum lo sanno benissimo.

La seconda: la bontà dei business che si hanno in pfolio non protegge necessariamente dalla volatilità di breve termine. Volatilità che però ha a che fare con il Prezzo dei titoli, e non automaticamente con il Valore.

Prezzo e valore sono (a volte) cose molto diverse tra loro.

La terza: pensare di poter prevedere i movimenti (a breve) del Mercato (fare il timing alle Borse) è il modo sicuro per ottenere pessimi risultati (e pagare un sacco di commissioni e tasse inutili).

Per questo il trading di breve termine è una pessima idea e la Maratona una ottima idea.

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica on line col sottoscritto, cliccando subito qui.

2

Il mio libro della settimana (357)

E. Waugh: Autobiografia di un perdigiorno

(Bompiani)

Quando i britannici sanno scrivere sanno scrivere davvero. Quando i britannici hanno idee sono idee interessanti davvero. Quando i britannici sanno far sorridere lo sanno fare davvero. E' decisamente il caso di Evelyn Vaugh e di questo libro …

"Per i libri di Evelyn Waugh - il grande scrittore inglese di "Ritorno a Brideshead", "Declino e caduta" e altri capolavori di eleganza e sense of humour - bisognerebbe inventare un genere diverso dal risvolto di copertina e mettere in guardia il lettore.

Prendiamo questa "Autobiografia di un perdigiorno" (anno 1964) per la prima volta tradotta in italiano. Non aspettiamoci la solita autoglorificazione dello scrittore di mezz'età: Waugh ci accompagna prima a conoscere il suo albero genealogico zeppo di caratteracci e tipi bizzarri, poi passa a tratteggiare un padre vagamente ostile e una madre vagamente chioccia, ed ecco infine il giovane Evelyn così insicuro della propria vocazione letteraria e così malevolo verso se stesso da rasentare casomai l'autodiffamazione.

Come scrive Mario Fortunato nella nota che introduce il volume, "la realtà per Waugh non è che la nostra fantasia ridotta ai minimi termini".

Di conseguenza molti personaggi realmente esistiti - da Harold Acton a Anthony Powell, Nancy Mitford e tanti altri compagni a Oxford di una giovinezza scapestrata e parecchio alcolica, ripercorsa con divertimento e qualche nostalgia - assumono nomi fittizi e si trasformano in personaggi romanzeschi imprevedibili e capricciosi, dando vita a una girandola di situazioni degne della migliore letteratura umoristica del Novecento.

Perciò in guardia, lettore: più che un'autobiografia questo libro è un ritratto dell'artista da farabutto. L'unico ritratto sincero e spietato che un grande scrittore come Waugh poteva consegnarci."

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L'articolo della settimana (357)

Certe "femministe" sono peggio dei maschilisti …

"Ci sono parole ricorrenti, nelle carte dell’inchiesta monzese sul commando delle «femministe» indagate per stalking e diffamazione. Parole usate nelle conversazioni, nei messaggi vocali, nelle chat. Come «survivor», «incel», «gaslighting», «call out», «manipolatore»."

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La citazione finale (357)

“Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto.”

(O. Wilde)

A rileggerci la prossima settimana!

Vostro

Firma Francesco Carlà