La grandissima maggioranza delle PMI italiane sono familiari (il 90%). Come va il passaggio generazionale?
Quali sono gli ostacoli maggiori che un fondatore (o più fondatori) devono superare nel passaggio generazionale? Spesso non sono faccende semplicissime, per molte ragioni.
Su questo tema ho raccolto alcune testimonianze di imprenditori di prima e di seconda generazione. Ecco, in sintesi, la loro opinione:
-Roberto Natale
Non penso bene. Gelosie e matrimoni gli inciampi.
Con i matrimoni dei figli si innestano elementi extra familiari diversi per cultura e provenienza sociale, spesso avidi di denaro... E tutto deraglia.
-Ruggero Rossi
Alcuni vendono ad aziende più grandi e fanno gli amministratori (almeno per i primi anni). Un po' triste come cosa.
-Ivan Paduano
Spesso il passaggio generazionale va malissimo perchè i figli, cresciuti a vacanze 365 giorni all'anno e scuole londinesi, sono lontani anni luce dalla realtà industriale italiana, tirano a campare, ma ormai non vedono più i soldi veri dei padri... Quando non va tutto a scatafascio.
-Marco Bianchi
Il salto generazionale va programmato con i giusti tempi. E i genitori proteggono i figli e spesso e volentieri disattivano di fatto le loro skill, abituandoli a non gestire e risolvere i problemi in autonomia. Non vengono colte le occasioni giuste con i metodi corretti e si tende a procastinare senza agire, per poi dover fare tutto di fretta e improvvisamente.
-Luigi Calabrese
Incapacità di accettare il cambiamento e di valutare attitudini o competenze diverse.
Uguaglianza dei figli scambiata per equità, a danno di tutti.
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